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    Direttiva alluvioni 2007/60/CE - 2013
    I dati contengono i seguenti strati informativi: - PERICOLOSITA' DA ALLUVIONI. Delimitazione delle aree interessate da eventi alluvionali per tre scenari di piena: frequente (TR 20-50 anni), poco frequente (TR 100-200 anni) e raro (TR fino a 500 anni). Le aree vengono individuate per ambiti territoriali: reticolo idrografico principale (RP), reticolo idrografico secondario collinare e montano (RSCM), reticolo idrografico secondario di pianura (RSP), aree costiere lacuali (ACL). - RISCHIO ELEMENTI PUNTUALI. Rappresentazione della classe di rischio associata agli elementi puntuali presenti nelle aree interessate da eventi alluvionali. Vengono rappresentati i seguenti elementi: beni culturali vincolati (db SIRBeC - DG Culture, Identità e Autonomie - MIBAC), impianti allegato I del D.L. 59/2005 (PRIM - DG Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione), aree protette per l'estrazione di acqua a uso idropotabile (PTUA), strutture ospedaliere (DG Salute e PRIM), strutture scolastiche (PRIM), grandi dighe (DG Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile), depuratori (DG Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile) e inceneritori (db SILVIA - DG Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile e altre fonti informative pubbliche). - RISCHIO ELEMENTI POLIGONALI. Rappresentazione della classe di rischio associata agli elementi poligonali nelle aree interessate da eventi alluvionali. La copertura poligonale è costituita dal layer dell'uso del suolo (DUSAF) e dalle reti ferroviarie e stradali (grafo regionale e strato integrativo DUSAF). Il rischio viene rappresentato con 4 classi: R4 (molto elevato), R3 (elevato), R2 (medio), R1 (moderato o nullo). Le classi derivano dal confronto tra la classe di pericolosità e la classe di danno associata all'elemento esposto. Si distinguono 4 classi di danno potenziale: D4 (molto elevato), D3 (elevato), D2 (medio) e D1 (moderato o nullo). Gli abitanti esposti sono stati valorizzati utilizzando i dati del censimento ISTAT 2011 a livello comunale (il numero di abitanti è stato stimato con riferimento a ciascun poligono di tessuto residenziale).
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    Ente/Società
    Regione Lombardia
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    Direttiva alluvioni 2007/60/CE - Revisione 2015
    Il presente servizio di mappa rappresenta un aggiornamento della precedente versione del 2013. Gli aggiornamenti sono il risultato del percorso partecipativo svolto nell'ambito dell'implementazione della Direttiva Alluvioni, nonché della disponibilità di nuovi o più recenti dati, sia riferiti alla pericolosità che al rischio. I dati contengono i seguenti strati informativi: - PERICOLOSITA' DA ALLUVIONI. Delimitazione delle aree interessate da eventi alluvionali per tre scenari di piena: frequente (TR 20-50 anni), poco frequente (TR 100-200 anni) e raro (TR fino a 500 anni). Le aree vengono individuate per ambiti territoriali: reticolo idrografico principale (RP), reticolo idrografico secondario collinare e montano (RSCM), reticolo idrografico secondario di pianura (RSP), aree costiere lacuali (ACL). - RISCHIO ELEMENTI PUNTUALI. Rappresentazione della classe di rischio associata agli elementi puntuali presenti nelle aree interessate da eventi alluvionali. Vengono rappresentati i seguenti elementi: aree protette per l’estrazione di acqua a uso idropotabile (PTUA: 2006 + nuovi punti di estrazione da acque superficiali), beni culturali (dati SirBeC relativi alle architetture aggiornati al 2015 e con posizionamento corretto rispetto alla versione 2013), depuratori (dati SIRe Acque aggiornati a giugno 2015; sono esclusi gli impianti con potenzialità inferiore a 100 A.E.), dighe (medesimi dati delle mappe 2013: dati territoriali “Grandi dighe” aggiornati al 2000), impianti individuati nell’allegato I del D.L. 59/2005 (dati ARIR aggiornati a gennaio 2015 + impianti AIA aggiornati al 2014); inceneritori (medesimi dati delle mappe 2013: sistema informativo SILVIA confrontato con informazioni pubbliche), insediamenti ospedalieri (dati territoriali “Strutture Sanitarie” aggiornati a fine 2012; nel campo “NumAbit” è riportato il numero di posti letto), scuole (dati aggiornati al 2015; non sono presenti asili nido e università; nel campo “NumAbit” è riportato il totale delle persone presenti). Rispetto alla versione 2013, sono stati aggiunti i seguenti elementi: aree estrattive attive (dati territoriali “Catasto Cave” aggiornati al 2015), siti contaminati (dati territoriali “Siti bonificati e siti contaminati”, aggiornati al 2013), stazioni ferroviarie e stazione metropolitana (dati territoriali “Infrastrutture e mobilità”, aggiornati al 2015). - RISCHIO ELEMENTI LINEARI: Nella versione 2013 non erano presenti elementi lineari, in quanto tutte le tipologie di elementi considerati erano state ricondotte alla geometria puntuale o poligonale. Nella predisposizione della versione 2015 si è invece scelto di mantenere la geometria lineare per il tema relativo alle infrastrutture stradali e ferroviarie. Oltre alla localizzazione delle stazioni ferroviarie e di quelle della metropolitana di cui sopra, dai dati territoriali “Infrastrutture e mobilità” sono stati estratti i temi relativi a strade principali, rete ferroviaria, intersezioni stradali, autostrade, strade secondarie e rete metropolitana. - RISCHIO ELEMENTI POLIGONALI. Rappresentazione della classe di rischio associata agli elementi poligonali nelle aree interessate da eventi alluvionali. La copertura poligonale è costituita dal layer dell'uso del suolo (DUSAF); per la versione delle mappe 2015 è stato utilizzato il DUSAF 4.0, aggiornato al 2012. Il rischio viene rappresentato con 4 classi: R4 (molto elevato), R3 (elevato), R2 (medio), R1 (moderato o nullo). Le classi derivano dal confronto tra la classe di pericolosità e la classe di danno associata all'elemento esposto. Si distinguono 4 classi di danno potenziale: D4 (molto elevato), D3 (elevato), D2 (medio) e D1 (moderato o nullo). – NUMERO ABITANTI: sono stati utilizzati gli stessi dati della versione 2013, ossia il numero di abitanti per Comune come risultanti dal censimento ISTAT 2011. I valori stimati risultano però modificati in funzione degli aggiornamenti dell’uso del suolo (il numero di abitanti è infatti riferito a ciascuno poligono di tessuto residenziale). NOTA aprile 2016: sono state apportate modifiche per migliorare la visualizzazione, senza alcun effetto sui dati; in particolare sono stati attribuiti specifici "alias" a ciascun campo e sono stati nascosti alcuni campi che contengono informazioni secondarie. Negli shapefile scaricabili sono comunque presenti tutti i campi con la propria denominazione originale. NOTA luglio 2017: è stato aggiunto il layer che riporta le Aree a Rischio Significativo (ARS) distrettuali e regionali individuate nel Piano di Gestione Rischio Alluvioni (PGRA) con associata la relativa scheda descrittiva e le misure specifiche contenute nel PGRA per la riduzione del rischio nelle aree medesime.
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    Ente/Società
    Regione Lombardia
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    Attestato del Territorio
    Il servizio consente di interrogare, su un punto definito dall'utente, una serie di informazioni che inquadrano il territorio nei suoi aspetti legati all'atmosfera (vento, precipitazioni, fulmini, inquinanti, classificazione acustica), al suolo (quota, pendenza, numero del mappale catastale, uso del suolo, max altezza neve, frane, aree allagabili, classe di fattibilità geologica, dati di interferometria radar, vincoli), al sottosuolo (accelerazione sismica, geologia, radon). Il servizio consente inoltre di visualizzare gli indici di rischio elaborati nell'ambito del PRIM (Programma Regionale Integrato di Mitigazione dei rischi) che consentono di identificare e quantificare le tipologie di rischio naturale (idrogeologico, sismico, incendi boschivi) e/o antropico (industriale, incidenti stradali) presenti su quel territorio. Si ritrovano anche elementi di protezione civile quali zone omogenee di allerta, presenza del piano di emergenza comunale e di opere di mitigazione del rischio idrogeologico. Le informazioni sono visualizzate all'interno del viewer cartografico e possono essere esportate sotto forma di report descrittivo denominato Attestato del Territorio. E’ possibile generare anche un Allegato Cartografico che riporta alcune delle mappe di base e tematiche del patrimonio cartografico regionale utili per visualizzare alcuni aspetti nel loro inquadramento territoriale e seguirne l’evoluzione nel corso del tempo grazie alle ortofoto e alle mappe storiche. In seguito all’interrogazione sono resi disponibili i tre livelli di documentazione del PRIM per la zona di interesse: report su base comunale, report su base provinciale e report su base regionale.
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    Regione Lombardia
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    Copertura Rilievi LiDAR
    Il servizio permette di visualizzare i seguenti livelli informativi: - Comuni coperti da rilievo LIDAR; - Rilievo 2008 - 2009; - Rilievo 2010 - 2011; - Rilievo 2013 - 2015; - Copertura totale rilievi; - Reticolo idrografico principale; I dati "LiDAR" sono disponibili per le pubbliche amministrazioni nonché per i proprietari e/o gestori degli impianti di cui al paragrafo 2.2 della d.g.r. 239 del 18/6/2019 su richiesta da inviare alla casella di posta "territorio_protezionecivile@pec.regione.lombardia.it".
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    Esondazioni storiche tra Ticino e Adda
    Sono rappresentate le aree allagate nei seguenti eventi alluvionali: - torrenti Seveso e Certesa: esondazione del 27 novembre 2002 (solo t. Seveso; fonte: Autorità di Bacino del fiume Po); esondazioni dell’8 luglio e del 15 novembre 2014 (fonte: rilievo Regione Lombardia con i Comuni oppure perimetrazioni fornite dai Comuni); - fiume Lambro: esondazioni del 1947 e del 1951 (fonte: Regione Lombardia - Studio Paoletti); esondazione del 2000 (fonte: Studio Transavio); - fiume Olona: esondazione del 1992 (fonte: Magistrato per il Po); esondazione del 12-13 settembre 1995 (fonte: Regione Lombardia); - fiumi Adda Sopralacuale e Mera: esondazione del 1987 (fonte: Regione Lombardia, rilievo aereo); - fiume Adda Sottolacuale: esondazione del 2002 (fonte: Autorità di Bacino del fiume Po); - fiume Ticino: esondazione del 2000 (fonte: Parco del Ticino, rilievo aereo). - Delimitazione degli allagamenti prodotti dalle esondazioni del 26-27 settembre 1947, 8 - 12 novembre 1951 e del 1976, desunte dalla Carta idro - orografica dei territori compresi tra i fiumi Ticino, Adda e Po della Provincia di Milano - Area di intervento e assetto del territorio - settore idraulica. Queste aree sono state digitalizzate previa georeferenziazione di una cartografia con una base topografica molto diversa dall’attuale. La mappatura pertanto soffre di un grado di incertezza molto elevata. Per quanto riguarda le aree allagate dei torrenti Seveso e Certesa dell’8 luglio 2014, il presente servizio di mappa modifica e integra quello pubblicato in precedenza (dal 1/10/2014 al 30/09/2015) e denominato “Aree allagate Seveso – 8 luglio 2014”, sulla base di osservazioni e ulteriori segnalazioni formulate dai comuni.
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    Regione Lombardia
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    Progetto Strategico di Sottobacino del Torrente Seveso
    Contenuti cartografici del Progetto Strategico di Sottobacino del torrente Seveso (approvato con DGR. n. 7563 del 18 dicembre 2017), pubblicato sul sito dei Contratti di fiume e consultabile alla pagina http://www.contrattidifiume.it/it/azioni/seveso/progetto-di-sottobacino-seveso/index.html Il Progetto fornisce un servizio di mappa che si compone di una parte conoscitiva e di una interpretativa, lavorando all'interno del Geoportale, sia in termini di input che di output: di input poiché la cartografia si basa su strati informativi che per la maggior parte sono già disponibili (ad esempio dati DUSAF, Data base topografici, reti ecologiche, previsioni di piani comunali e sovracomunali, ecc.) e che definiscono il quadro conoscitivo dell'ambito di progetto, di output in quanto gli elaborati cartografici e i loro futuri aggiornamenti, sono condivisi e fruibili sul Geoportale. In particolare il quadro interpretativo di Progetto si articola nei seguenti elaborati cartografici: 1. Ambito di analisi, che delimita il territorio sul quale sono state condotte le analisi territoriali. 2. Ambito di applicazione delle misure, che delimita l'ambito sul quale sono state impostate misure generali e localizzate finalizzate alla risoluzione delle criticità. 3. Carte delle criticità e delle misure: 3.1 Criticità, che riporta le 15 criticità prioritarie individuate nell'ambito di analisi, a partire dalla combinazione/interazione degli elementi di sensibilità territoriale individuati • 1-Interferenza urbanizzato e rete mobilità con corpi idrici • 2-Ridotta capacità di drenaggio • 3-Potenziali fonti di pressione puntuale • 4-Artificializzazione alveo fluviale e sponde • 5-Potenziali pressioni legate all’uso agricolo del suolo • 6-Interferenze antropizzato con RER e discontinuità rete ecologica • 7-Suolo e sottosuolo non ottimali per gestione acque meteoriche Insufficiente azione locale di prevenzione dei rischi • 9-Fenomeni di dismissione • 10-Qualità morfologica e funzionalità fluviale non buone • 11-Stato chimico del corpo idrico non buono • 12-Stato ecologico del corpo idrico non buono • 13-Pericolosità per fenomeni idraulici e idrogeologici • 14-Rischio idraulico medio alto • 15-Rischio idrogeologico medio alto Interrogando le singole celle, nel campo scheda Misure generali .pdf, aprendo il collegamento ipertestuale si può accedere all'elenco delle misure generali previste nel progetto per la risoluzione di ogni specifica criticità. 3.2 Compresenza di criticità, che rappresenta la presenza e la numerosità delle 15 criticità prioritari individuate. La rappresentazione grafica è articolata in cinque classi (da 0 a 1, 2, 3, da 4 a 6, da 7 a 12) in funzione della loro compresenza. 3.3 Misure generali, interrogando il poligono che rappresenta l'ambito di applicazione delle misure è possibile aprire tramite collegamento ipertestuale l'elenco delle misure generali previste nel progetto per la risoluzione di ogni specifica criticità. 3.4 Misure localizzate, che mostra la localizzazione dei punti delle misure localizzate complessive e suddivise per singola Criticità. Le misure generali e localizzate rispondono ai Macro obbiettivi: Q - qualità, R - rischio, SE - servizi ecosistemici e G - governace, ed ai temi del Progetto: Q - qualità, R - rischio idraulico, SE - servizi ecosistemici, G - governance, D - drenaggio urbano, P - paesaggio, C - connessioni ecologiche e RF - riqualificazione fluviale. 3.5 Compresenza degli elementi di sensibilità, che rappresenta la presenza e la numerosità dei seguenti elementi sensibilità esistenti o potenziali sull'ambito di analisi: - Interferenza urbanizzato e corpi idrici - Interferenza infrastrutture e corpi idrici - Interferenza urbanizzato e laghi - Interferenza infrastrutture e laghi - Rischio idraulico R3 R4 - Rischio frane R3 R4 - Ponti - Opere di difesa - Pericolosità esondazione alta - Pericolosità frana alta - Classe fattibilità incongrua - Stato chimico corpi idrici non buono - Stato ecologico corpi idrici non buono - Indice Qualità Morfologica non buono - Indice Funzionalità Fluviale non buono - Scarichi - Tratti tombinati - Impianti di depurazione - Siti contaminati - Impianti gestione rifiuti - Corridoi primari alta antropizzazione - Corridoi primari medio bassa antropizzazione - RER Elementi primari - RER Elementi secondari - RER Varchi - Cave cessate - Aree dismesse - Insediamenti produttivi - Aziende a Rischio di Incidente Rilevante - Ridotta capacità drenante - Ridotta permeabilità suoli - Bassa soggiacenza falda - Aree agricole Agli elementi di sensibilità del territorio, complessivamente 33, è stato assegnato un peso 2 se esistenti e un pero 1 se potenziali, un peso 0 se assenti. La rappresentazione grafica è articolata per classi (bassa, medio bassa, media, medio alta, alta) in funzione della loro compresenza. Sia il livello informativo della Compresenza degli elementi di sensibilità, che il livello informativo delle Carte delle criticità, consentono di territorializzare nell’ambito di analisi del Progetto (discretizzato con una maglia di 100 x 100 metri), la presenza/compresenza/assenza di fattori eterogenei (indipendentemente dalla loro estensione), altrimenti non confrontabili in una rappresentazione tradizionale. Le Carte si avvalgono sia di strati informativi già disponibili sul Geoportale di Regione Lombardia che di altri livelli informativi elaborati durante le fasi di costruzione del Progetto. La loro costruzione consente una lettura simultanea delle diverse forme di degrado e rischio a supporto di politiche e misure integrate finalizzate all’innalzamento della complessiva qualità del territorio del sottobacino. Sono strumenti di orientamento e di valutazione che permettono di definire e localizzare le misure del Progetto e supportare gli enti territoriali nella redazione di piani e progetti. Le date dell'aggiornamento più recente relativo alle banche dati utilizzate per realizzare gli strati informativi della cartografia sono indicate nel documento allegato. La rappresentazione delle aree dismesse deriva dalla banca dati AGISCO (Anagrafe e Gestione Integrata dei Siti Contaminati) che non riporta l'aggiornamento rispetto al riutilizzo urbanistico dell'area, rappresentando quindi solo uno storico di tutte le aree per le quali l'Ufficio Bonifiche di Regione Lombardia ha ricevuto segnalazione di potenziale contaminazione, ha avviato e/o completato la caratterizzazione, ha avviato e/o completato la bonifica/messa in sicurezza. Di conseguenza lo strato informativo dovrà essere oggetto di verifiche puntuali da parte dei Comuni. 4. Mappa dell’acqua del Seveso, rappresenta gli effetti degli usi del suolo sulle acque e le numerose funzioni idrologiche: - sia in termini positivi, per quel che riguarda le funzioni di alimentazione del corso d’acqua, infiltrazione, regolazione delle piene, espansione e fitodepurazione, protezione e filtro; - che in termini negativi, individuando le pressioni che derivano dalle aree edificate, dalle aree interessate da pratiche agro-colturali che implicano l'impoverimento della componente organica del suolo e l'utilizzo di prodotti chimici e fertilizzanti, da trattamenti di manutenzione e gestione degli impianti sportivi inerbiti (es. golf) e da scarichi puntiformi in corpo idrico. La mappa si compone dei seguenti strati informativi • Alimentazione artificiale corsi d'acqua • Alimentazione naturale corsi d'acqua • Scarichi puntuali • Protezione degli acquiferi • Impianti produttivi, tecnologici, sportivi e ospedali • Aree di infiltrazione estesa • Aree di infiltrazione locale • Elementi di pressione derivanti da destinazione per impianti sportivi inerbiti • Elementi di pressione derivanti da destinazione agricola • Elementi di pressione derivanti da destinazione estrattiva • Destinazione residenziale e assimilabile • Reti stradali e ferroviarie • Vegetazione con funzione di fascia tampone e filtro • Tratti idrici sottobacino Seveso • Ridotta permeabilità suoli La rappresentazione grafica della permeabilità dei suoli è articolata per classi (bassa, media, alta). Questo servizio (disponibile in WMS versione del 1.3.0) può essere usato anche in altri software di visualizzazione, copiando l'indirizzo: http://www.cartografia.servizirl.it/arcgis1/services/territorio/progetto_strategico_seveso_1/MapServer/WmsServer
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    Ente/Società
    Regione Lombardia